DETRAZIONE FISCALE DEL
50% PER PRIVATI

Approfitta della detrazione fiscale del 50% per l'installazione di un impianto fotovoltaico sulla tua abitazione principale.

CONTO TERMICO 3.0 
 PRIVATI, IMPRESE, P.A.

Il Conto Termico 3.0 rappresenta oggi una delle migliori opportunità per chi vuole investire in sostenibilità, risparmio e comfort. Con incentivi fino al 65% (e addirittura 100% per certe categorie di edifici pubblici), tempi rapidi di erogazione e un iter semplificato. È un’opportunità concreta per chi vuole migliorare l'efficienza dell’edificio, ridurre consumi e tempi di attesa.

Perché conviene alle aziende (e perché dovreste prenderlo in considerazione) 

  • Favorisce concretamente la riduzione dei costi energetici e migliora il profilo ESG della vostra azienda (importante per stakeholder, banche, finanza). 
  • Permette di ripensare l’immobile aziendale come asset produttivo: un capannone con LED, pompe di calore, automazione energetica non è solo spesa, ma investimento che crea competitività. 
  • Il fatto che l’incentivo sia un contributo diretto, e non una detrazione, significa maggiore liquidità e minor complessità fiscale per l’impresa. 
  • Novità importante anche per impianti fotovoltaici (+ accumulo) possono rientrare, ma solo se abbinati alla sostituzione dell’impianto termico con pompa di calore.
  • Con il supporto dei nostri Team partner, con una collaudata esperienza su cantieri complessi e incentivi, potete cogliere l’opportunità senza perdere tempo nei processi. 

In sintesi 

Il Conto Termico 3.0 rappresenta una svolta nel panorama degli incentivi per le imprese: più diretto, più snello e più flessibile, perfetto per chi – come voi – guarda non solo al risparmio energetico, ma anche all’efficienza operativa, alla competitività e ai valori ESG. Se la vostra azienda ha un immobile industriale, un capannone, un ufficio o un laboratorio artigianale e state pensando di intervenire su impianti, illuminazione, pompe di calore, automazione o fotovoltaico: questo è il momento giusto. 

Se desideri trasformare questa opportunità in realtà, ti offriamo una consulenza gratuita e il supporto completo per progettare, installare e ottenere il tuo incentivo in modo trasparente e veloce.

IPER AMMORTAMENTO 2026

Iperammortamento 2026: la nuova agevolazione per la transizione digitale ed energetica delle imprese Il Governo ha definito l’impianto del nuovo piano destinato a sostituire i precedenti programmi Transizione 4.0 e Transizione 5.0. La misura mira a sostenere gli investimenti delle imprese in beni strumentali avanzati, tecnologie digitali e interventi di efficientamento energetico, offrendo un incentivo fiscale particolarmente rilevante. Il meccanismo introduce maggiorazioni del costo ammortizzabile fino al 180% per i beni 4.0 e fino al 220% per gli investimenti che generano reali riduzioni dei consumi energetici.

Aliquote base dell’Iperammortamento 2026. Secondo la bozza della Legge di Bilancio 2026, le aliquote ordinarie per i beni materiali 4.0 risultano:

  • 180% per investimenti fino a 2,5 milioni €
  • 100% per investimenti tra 2,5 e 10 milioni €
  • 50% per investimenti tra 10 e 20 milioni €

Beneficio fiscale corrispondente (con IRES 24%)

  • 180% → 43,2% di beneficio netto
  • 100% → 24%
  • 50% → 12%

L’incentivo è applicabile anche ai beni immateriali (software, applicativi, piattaforme gestionali) tramite aggiornamento degli allegati A e B della legge 232/2016.

Aliquote maggiorate per gli investimenti Green. Gli investimenti che comportano una riduzione certificabile dei consumi energetici accedono a una maggiorazione ulteriore del +40%, arrivando a:

  • 220% fino a 2,5 milioni €
  • 140% tra 2,5 e 10 milioni €
  • 90% tra 10 e 20 milioni €

Beneficio fiscale corrispondente

  • 220% → 52,8%
  • 140% → 33,6%
  • 90% → 21,6%

La logica è chiara: premiare chi investe in tecnologie che riducono i consumi e migliorano la competitività energetica dell’impresa.

Incentivi anche per fotovoltaico, accumulo e rinnovabili. Una delle innovazioni più rilevanti è l’estensione dell’iperammortamento agli impianti per l’autoproduzione e l’autoconsumo di energia da FER (fonti energetiche rinnovabili):

Sono ammissibili:

  • pannelli fotovoltaici conformi ai requisiti tecnici,
  • sistemi di accumulo (battery storage),
  • sistemi di monitoraggio e gestione dell’energia (EMS, piattaforme SCADA, energy gateway).

Questo allarga l’incentivo a una vasta platea di imprese che intendono:

  • ridurre i costi energetici,
  • proteggersi dalla volatilità dei prezzi,
  • migliorare la sostenibilità del sito produttivo.

Requisito green: solo il 3% o il 5% di risparmio energetico

Per ottenere la maggiorazione “green”, basta raggiungere uno dei due obiettivi:

  • 3% di riduzione dei consumi sull’intera struttura produttiva
  • 5% di riduzione dei consumi sul processo interessato dall’investimento

Si tratta di soglie decisamente più accessibili rispetto al passato, grazie all’eliminazione dei percorsi multipli e delle classi di intervento viste in Transizione 5.0.

Il nuovo piano conferma due meccanismi di semplificazione:

1. Sostituzione di beni obsoleti. Se l’impresa sostituisce un macchinario completamente ammortizzato da almeno 24 mesi, l’obiettivo green è presunto automaticamente. Ciò riduce i costi di diagnosi e certificazione.

2. Progetti realizzati tramite nostri Partner ESCo – approfondimento tecnico.  l ruolo delle ESCO (Energy Service Company) è particolarmente rilevante. La norma prevede che gli interventi realizzati tramite contratti EPC (Energy Performance Contract) possano accedere alle maggiorazioni green senza necessità di certificare direttamente il risultato, a condizione che:

  • l’EPC garantisca il raggiungimento del risparmio (3% o 5%),
  • la ESCo si assuma la responsabilità tecnica del progetto,
  • vengano applicati monitoraggi adeguati ai fini GSE.

In pratica, la ESCo certifica preventivamente la riduzione attesa, e l’impresa beneficiaria può fruire dell’iperammortamento con un processo semplificato.

Questo modello è particolarmente vantaggioso per:

  • PMI che non dispongono di competenze interne,
  • imprese multisito,
  • interventi complessi di retrofit energetico,
  • upgrade di processi energivori.

Cumulo con altre agevolazioni. L’iperammortamento 2026 sarà cumulabile con altri incentivi, nazionali ed europei, con il limite di non agevolare due volte la stessa quota di costo. La base di calcolo, quindi, si determina al netto di contributi già ottenuti (bandi, contributi a fondo perduto, etc.).

Durata della misura e operatività

  • Validità per gli investimenti effettuati dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026.
  • Consegna dei beni entro 30 giugno 2027 se è stato versato un acconto del 20% entro il 31 dicembre 2026.
  • La gestione delle domande sarà affidata al GSE, che curerà: piattaforma operativa, controlli, verifiche documentali e tecniche.

Nodi normativi ancora da definire

Un decreto attuativo del MIMIT, in coordinamento con MEF e MASE, chiarirà:

  • le procedure operative,
  • i requisiti documentali per accedere all’incentivo,
  • le modalità di calcolo della maggiorazione green,
  • l’eventuale preferenza o vincolo per beni Made in Europe,
  • la possibilità di estendere il piano oltre il 2026,
  • le istruzioni GSE e la circolare dell’Agenzia delle Entrate.

Riepilogo del contenuto normativo (art. 95 della bozza di Legge di Bilancio)

L’articolo stabilisce:

  • periodo agevolabile: 2026,
  • aliquote: 180%-100%-50% (beni 4.0),
  • maggiorazioni green: 220%-140%-90%,
  • ammissibilità di fotovoltaico, accumulo, sistemi di gestione,
  • obbligo di acconto del 20% entro fine anno,
  • gestione del procedimento a cura del GSE.

Un’opportunità strategica per la competitività energetica delle imprese

L’Iperammortamento 2026 rappresenta una leva fondamentale per:

  • accelerare la digitalizzazione dei processi produttivi,
  • migliorare l’efficienza energetica delle imprese,
  • ridurre i costi operativi a lungo termine,
  • favorire l’adozione di energia rinnovabile e autoconsumo.

Le maggiorazioni fino al 220% permettono un abbattimento fiscale straordinario e rendono economicamente sostenibili investimenti che migliorano radicalmente la competitività aziendale

Per tutti gli altri dettagli si rimanda alla lettura della norma.

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